| Intervista al M° BONINO dal periodico "Ad Libitum" |
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Pubblicata in data 13/4/2006 Intervista a Gianmaria Bonino Sono, oramai, diversi anni che il M° Bonino svolge Master Classes presso la nostra Accademia, interessando, incuriosendo e coinvolgendo tutti coloro che hanno seguito almeno uno dei suoi corsi. Rileggendo l’intervista, di seguito riportata, ho la reale sensazione di sentir parlare il M° Bonino, che nella realtà appare così come si legge: laborioso, capace, competitivo, dedito alla musica e a tutto ciò che ruota intorno a essa. D: Maestro, quando ha capito che, nella vita, avrebbe fatto il pianista? R: Compiuto il 18° anno di età e terminato il Liceo Classico nell’estate ho avuto l’opportunità di lavorare al mio primo vero récital ed i risultati sono stati molto incoraggianti per intraprendere questo tipo di attività. D: Che ricordo ha dei suoi insegnanti? R: Un buon ricordo in generale. Tutti hanno saputo darmi degli spunti e degli incentivi, ma in particolare uno, Myeczislaw Horszowski, era un genio assoluto e mi ha trasmesso una grandissima voglia di crescere ed un amore per la musica. In generale posso dire che gli insegnanti devono rappresentare una guida valida, ma è in noi stessi che devono risiedere la verità, l’autocritica e l’entusiasmo. D: Secondo lei, la musica mantiene giovani? R: Assolutamente sì, è peraltro scientificamente provato che l’esercizio mentale e le emozioni da essa suscitate mantengono il nostro equilibrio attivo. D: Svolge un’intensa attività concertistica sia come solista, che in formazione cameristica, in Italia e all’estero. Qual è il concerto che ricorda con maggior soddisfazione? R: Sicuramente tanti, in particolare un récital a Mosca nel 1992 alla Sala Rachmaninov in un clima di gioia ed entusiasmo per la ritrovata libertà dopo decenni di dittatura. Un pubblico caloroso, entusiasta, con voglia di novità. D: Qual è il suo compositore preferito? R: Non esiste per me un compositore preferito, ma ogni epoca, ogni artista sa tracciare un quadro magnifico attraverso la musica del periodo in cui vive. Indubbiamente provo una grande ammirazione per J.S.Bach, per Beethoven, ma anche per la nuova musica che in questi anni sta tracciando delle linee culturali assolutamente interessanti. Stimo tantissimi compositori come Marcello Panni e tra i giovani, il vostro conterraneo Vito Palombo, del quale il 23 Marzo 2006 eseguirò in prima esecuzione a Molfetta il “Concerto Classico” con l’Atheneum.-Quartett dei Berliner Philharmoniker. D: Che rapporto ha con la musica contemporanea? R: Aperto, vivo ed interessato. Attraverso di essa il nostro linguaggio va avanti ed ogni studente dovrebbe affrontare sempre qualcosa di quel repertorio. Purtroppo a volte il tempo non basta mai. D: Il momento ideale per suonare? R: Ogni momento è buono, devono esservi silenzio, serenità, concentrazione. Talvolta questa si può ottenere anche nelle condizioni più difficili. Siamo noi che dobbiamo interiorizzare la nostra comunicazione. Tutti i momenti sono buoni…. D: Un sacrificio che ha fatto per la musica? R: Gran parte della mia giovinezza. D: Una pazzia che ha fatto per la musica? R: Suonare il Rach 3 D: Se potesse vivere in un’altra epoca? R: Sono affascinato dal ‘600 italiano. D: Alla fervida carriera concertistica affianca l’insegnamento presso i Conservatori, ma svolge anche Master e corsi di perfezionamento in diverse Accademie. Che considerazione ha delle strutture private, come l’Accademia Musicale Mediterranea? R: Credo che attraverso le Accademie come anche attraverso i Conservatori possa essere fatta buona musica. L’importante è l’attenzione alla qualità del servizio prestato. D: Che rapporto ha con i suoi allievi? R: Sempre molto buono e di grande disponibilità. Credo che i discepoli vadano seguiti nel loro percorso anche emozionale. Non vedo però bene l’eccessiva confidenza che spesso causa false aspettative o caduta di considerazione. D: Ci dica un suo pregio… R: La pazienza D: …E un suo difetto! R: La testardaggine. D: Oltre ad essere pianista è anche clavicembalista. Come si preferisce? R: Vedo le due cose in continuità di linguaggio. Cambiano solo i mezzi espressivi ma non il modo di far musica. Attualmente il clavicembalo mi sta dando enormi soddisfazioni. Ma sono sempre io, non lo strumento che suono. D: Il suo strumento preferito? R: Il violoncello D: Il concerto, al quale ha assistito, che più L’ha emozionata? R: Un récital di Claudio Arrau al festival di Lucerna di parecchi anni orsono… Beethoven e Liszt ( Sonata) D: Cosa vorrebbe fare che ancora non ha fatto? R: In quest’anno sto affrontando, in 14 concerti, l’opera omnia di Bach al clavicembalo…credetemi, è una grande avventura degna del miglior…Indiana Jones!! Si rammenta che il 4 Maggio p.v. il M° Gianmaria Bonino sarà ospite dell’ Accademia Musicale Mediterranea per una Master Classes di pianoforte. Rosanna Bruno |